Category : Recensioni

Brevi commenti critici

WALLY FESTINI HARRIS – 2015

IL SORRISO (MONA LISA) . 2014 – Mi intriga molto perché è cangiante. Al buio il volto scompare, in piena luce appare ma è misteriosa. Ho pensato a una Mona Lisa invecchiata con gli occhiali e con le guance un po’ cadenti. Però lei non se ne preoccupa e mantiene la posa da diva. E ha il vitino da vespa, beata lei. Non so se è stata pensata così ma il bello di questi quadri è che sollecitano l’immaginazione.

DONNE SARDE . 2013 – Queste donne forse sono sul parapetto della nave e guardano il mare. Forse è notte. Nel mio caso guardano fuori dalla mia camera da letto verso il soggiorno, la porta e la vita fuori di casa. Guardano con curiosità. Anche loro non sono giovani, così io mi identifico. Mi alzo, le guardo e penso che stiano rivolte verso il futuro della mia giornata e sono di buon auspicio con tutto quel meravigliosa azzurro. Mi piace alzarmi in loro compagnia. Sono davvero contenta di avere questi quadri perché non sono banali ma sono belli, un po’ inquietanti ma sollecitano l’immaginazione.

ALDO MARIA PERO – 2015

COSTUME SARDO . 2014 – Una tela che suscita vivo interesse perché vi si assiste alla trasformazione di un assunto di modesto interesse,un costume regionale, in un’esaltazione della donna nel suo insieme di fascino e di complessità psicologica. Lo stile, a sfumanti aloni di colore, esalta l’idea sottesa all’immagine.

GUIDO FOLCO – 2015

IL MARE NEL CASTELLO : RAPALLO. 2014 – Il mare, la terra, il cielo sono un elemento unico in quest’opera di marina Carboni. La sua visione di Rapallo e del Castello procede per ampie zone di colore dai toni trasparenti e dalle velature profonde che donano profondità ottica alla composizione. E’ una pittura di luce che tralascia il dettaglio per l’insieme e il risultato è una veduta dall’ampio respiro, libere e poetica. Sintetica, scolpita col segno e la linea, solare: la pittura di Marina Carboni rispecchia il carattere della terra ligure, riprodotta con interiore sensibilità e sguardo nuovo e metafisico. La sua arte disegna mondi fluttuanti e onirici, immaginati e filtrati dalla fantasia, pur ritrovando, nel dato reale, l’essenza di un paesaggio famigliare e amato. La natura diventa emozione.
Italia Arte – giugno 2015

MARTA LOCK – 2015

IL MARE NEL CASTELLO: RAPALLO . 2014 e GIANO . 2014 – … gli acrilici onirici di Marina Carboni, in cui l’acrilico è usato in modo tanto sfumato da sembrare quasi un acquerello.
Alpi Fashion Magazine – 14/8/2015

DANIELE GROSSO FERRANDO – 2015

Il rapporto e la compenetrazione di immagini è alla base delle ricerche pittoriche di Marina Carboni , come dimostra MALATTIA DEL CUORE E DELLA MENTE, in cui la figura umana, inquietante e onirica, si fraziona in piani di colore definiti da linee sinuose e fluttuanti.
Esposizione cinque opere alla Fortezza PRIAMAR di Savona – 2015

ALDO MARIA PERO – 2015

3 COME NOI 3 . 2013 – Marina Carboni e’ nata a Genova, dove si e’ diplomata al Liceo Artistico “N. Barabino” ed ha successivamente frequentato i corsi dell’Accademia Ligustica di Belle Arti. Nel 2006 ha conseguito un secondo diploma presso il Liceo Artistico “Paul Klee” con indirizzo arti visive. Una figura, quindi, perfettamente attrezzata per seguire la propria vocazione artistica, che si e’ esplicata anche in sede professionale quale disegnatrice architettonica. “3 come noi 3” e’ una tela autobiografica dedicata alla celebrazione dell’amore materno, con i suoi gratificanti momenti di gioia e i deprimenti periodi difficili. I tre sono ovviamente Marina e i suoi due figli. La tela con la straordinaria raffinatezza cromatica di mezze tinte piu’ sfumate di quelle dei Nabis rappresenta una realtà che affonda nell’informale per l’impossibilita’ di esprimere graficamente i sentimenti che qui vogliono essere intensi. Lavoro di rara pulizia esecutiva e di grande suggestione per i valori che sottostanno all’immagine.
La tecnica superba di Marina Carboni emerge in tutto il suo sapiente potere evocativo in una tela nella quale le ombreggiature consentono di passare disinvoltamente dal realistico all’informale.

IVANO BARDINI – 2016

BESTIARIO . 2016 – Il cerchio, simbolo che l’artista ha studiato in modo approfondito e che è nella sua produzione una delle cifre di riferimento, pare qui evocare la pista del circo, ed i vaghi profili appoggiati a questa perfetta e forte figura geometrica fanno emergere, nell’impatto divertito di forme e colori, i ricordi di qualche partecipato spettacolo circense.
Quadrare il circo può anche essere semplicemente il tepore di un ricordo, un divertimento leggero,
una nostalgia struggente.
Esposizione “La quadratura del Circo” – Città di Grugliasco, Torino – 2016

IVANO BARDINI – 2016

ARRIVANDO . 2016 e ASPETTANDO . 2016 – Un molto attuale punto di vista per interpretare il tema della mostra, una partecipazione solidale dell’artista, attraverso il proprio peculiare linguaggio artistico, all’esperienza di due perone che simboleggiano il fenomeno delle migrazioni e ricordano come questo stia modificando gli assetti della presenza dell’uomo sulla Terra.
I titoli delle due opere, “Arrivando” ed “Aspettando” fermano sulla tela due momenti diversi
dell’esperienza della migrazione, rappresentati con espressioni differenti dei volti, dei corpi, degli
abiti. Entrambe queste persone chiedono di essere accettate e incluse nel nostro mondo, in modo da contribuire, assieme a tutti noi, a determinarne un equilibrio nuovo.
La prima lo chiede con una coperta di fortuna e con un impercettibile sorriso di fiducia.La seconda lo chiede nell’immobilità dell’attesa, forse con maggiore rassegnazione.

Esposizione ”Nuovi equilibri nel mondo”- Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino – 2016

LUCIANO CAPRILE – 2017

GERONIMO . 2017 – …. Il tema del concorso di quest’anno ha concesso agli artisti un ampio margine di interpretazione potendo essi intingere, anche idealmente, il pennello dentro l’idea vissuta, percepita o idealizzata delle Americhe con le loro molteplici varianti culturali, economiche e ambientali.
L’opera GERONIMO di Marina carboni si colloca perfettamente in tale logica evocativa supportata da una esecuzione tecnica di particolare qualità. Infatti il clima di sospensione onirica che accompagna l’immagine si avvale di una delicatezza e di una leggerezza compositiva che hanno meritato all’artista il massimo riconoscimento da parte della giuria.

Concorso “Premio Fondazione Casa America” – “Le Americhe tra sogno e realtà” – 2017
1^ Premio

STORIE DI MARE di gente, di posti, di case, di miti e leggende

PIERO CADEMARTORI

Onda dopo onda, il mare ricrea il ciclo della vita, in un cerchio che si apre e richiude per svelare il senso dell’esistenza, racchiudendo in sé e facendo espandere, al contempo, quanto la vita terracquea trattiene e dissipa, ingloba e comunica, ripiega e riflette. La pittura di Marina Carboni contiene un forte germoglio di vita che si trasforma, si trasmuta da segno ad acqua, da onda a tratto, che nasconde e ci svela il nostro vivere, a volte intimo e raccolto, a volte esploso nel colore.

L’eterno ritorno della vita si conforma a un cerchio che vela e ritrae, occhio che pone in risalto i particolari ma anche sottile palpebra che cela.

Il colore si muove sulla grande tela, ondeggia alla ricerca di forme e trova nel cerchio – velo/vela – approdo e senso, incanto e disincanto, aggiunta e sottrazione, per lasciare allo sguardo la possibilità di attraversare il dipinto e trovare, tra le onde del colore, una nitida espressione di vita.

Marina Carboni coglie dal reale ciò che si impone alla sua attenzione d’artista e lo trasforma in un segno che ondeggia sotto il colpo preciso del pennello, a segnare l’instabilità della vita, quanto la ferma qualità dell’opera che si fa invenzione, immaginazione, arte.

La  Signora del Mare, fatta di colori, fluttua e si trasforma in creatura da sogno quando le forme-pesce muovono e increspano il segno; il tipico paese marino ligure viene circondato dal cerchio-lente che ce ne mostra i contorni, forse il precario crinale tra bellezza e temperie; il mare urla il dolore di chi perde la vita attraversandolo ma il sangue non si perde nel fondo dell’acqua, sale sulle case, arriva sino a noi, ci inonda col suo terribile carico di sofferenza. L’artista non vuole vederci solo spettatori dei suoi quadri ma ci interroga nel profondo, segno e colore sono il passaggio tra la mano capace che dipinge e lo sguardo di chi ammira, quasi ascolta, quanto l’artista sa e vuole esprimere.

Tecnica che lambisce il nostro vivere, quella di Marina Carboni, che attrae l’osservatore e lo riempie, delinea e inonda, placa l’occhio e sobilla l’animo. Il mare, incessante nel suo moto che crea la vita, si traveste di colore e ci pone di fronte alla forza creativa dell’artista, all’immagine che si forma dentro di noi e ci chiede di restare, ancora, a riflettere sul nostro tempo, sul battito del mare, sulle onde che mai si placano e sempre ritornano.

Fiabe senza parole – Palazzo Ducale Genova 2017

ALFREDO PASOLINO
“Rapita da sovrapposizioni velate del colore mitico e dell’ascolto di auree solitudini dei ricordi di esordio trascesi a squilli sonori di irruzione al sogno visionario”.
E’ davvero trascinante (imperdibilmente rapinosa di soavi meraviglie del sogno mitico), questa carellata di opere percorribili sulla filiera di graduale stesura gestuale e di sviluppo metafisico cronologico. Tono su tono per una sinfonia di stati d’animo di empatia intimista, per una creatività rapinosa da seguire con attenzione emotiva, l’affioramento emulsivo subconscio richiamato in piani di meditazione Simbolista capace di accedere a sensazioni dell’immaginario curiosissimo, rivelando tratti di smagliante gestualità imparentabile ad una riaffiorante neo-rinascimentale pellicola degli archetipi profondi, della bellezza- verità.